Indici Normalita Economica
Uffici precise direttive di non utilizzare gli Indicatori di normalità economica come strumenti di determinazione automatica dei ricavi. Da non confondere questi indici con gli omonimi indicatori inseriti nei commi 19 e 20 della finanziaria che rappresentano dei meri strumenti indiziari e che valgono solo ai fini della selezione dei controlli fiscali. Per ora Casartigiani, Cna, Confartigianto, Confcommercio e Confesercenti si limitano a fare quadrato contro l’incremento del prelievo fiscale, determinato principalmente dall’applicazione dei nuovi indici di normalità economica. Tale disposizione trova applicazione con riguardo ai soggetti nei cui confronti non vengono determinati maggiori ricavi o compensi per effetto degli indicatori di normalità economica di cui al comma 14 della legge finanziaria per il 2007, qualora l'ammontare dei ricavi o compensi stimati da Gerico risulta superiore al 10 per cento dei ricavi o compensi annotati nelle scritture contabili, fermo restando che non si tratti di studi revisionati nell'anno d'imposta 2006. Sotto il mirino delle categorie ci sono sempre stati gli indici di normalità economica. Entrate applichi le regole con buon senso e vedendo una marea di casi incongrui e quindi capendo l’anomalia degli indici, salvo casi incongrui, lasci in pace gli artigiani. Finanziaria 2007 prescrive che fino alla elaborazione e revisione degli studi di settore che tengono conto dei nuovi indicatori di coerenza, e con effetto dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2006, si tiene conto di specifici indicatori di normalità economica, di significativa rilevanza, idonei alla individuazione di ricavi, compensi e corrispettivi fondatamente attribuibili al contribuente in relazione alle caratteristiche e alle condizioni di esercizio della specifica attività svolta.
Sono pronti gli indicatori di normalità economica che innalzano i ricavi da studi di settore.
L'introduzione, da parte del Dm 20 marzo 2007, dei nuovi indicatori di normalità economica viene assimilato a una "revisione" degli studi medesimi, comportando un diverso meccanismo di stima dei ricavi o compensi presunti rispetto a quello in precedenza previsto.INDICATORI DI NORMALITA' ECONOMICA L'introduzione quest'anno per la prima volta di tali indicatori che si aggiungono a quelli preesistenti di congruità e di coerenza oltre a rivelarsi come strumenti rozzi, generici e inattendibili, producono risultati in moltissimi casi del tutto estranei alla concreta realtà economica delle imprese.
Entrate un apposito vademecum, al fine di facilitare ed ampliare luso di tale procedura che permette agli associati non solo di giustificare il mancato adeguamento agli indicatori di normalità economica, ma ancor più agli studi di settore. Economica” applicati agli studi di settore e hanno espresso il loro dissenso per una situazione generale di continue vessazioni nei confronti delle Pmi. Un po' quello che è successo negli ultimi mesi, da quando cioè l'amministrazione fiscale aveva varato indici di normalità economica, non concordati con le categorie, in grado di «automatizzare« gli studi di settore. In considerazione del fatto che per la definizione degli indicatori di normalità economica è mancato il preventivo parere della Commissione degli esperti, sino alla revisione degli studi e, quindi, fino al superamento degli effetti del decreto del 20 marzo 2007 è ammesso ladeguamento al livello minimo di ricavi derivante dallapplicazione degli indicatori medesimi, a condizione che tale livello non sia inferiore a quello di congruità puntuale previsto dagli studi.Studi di settore ed in particolare degli Indici di normalità economica ai fini della Dichiarazione dei redditi 2006 sta producendo risultati di netto innalzamento della pressione fiscale specie sulle piccole imprese a livelli non più tollerabili.
Ricavo puntuale di Riferimento in quanto l'incoerenza agli indici di normalità economica produce, generalmente, un super ricavo aggiunto. Risulta evidente che non si possa consigliare a tutti gli odontoiatri di costituirsi in Società srl per ottenere maggiore oggettività nella ricostruzione dei ricavi, anche se, per coloro che hanno spese importanti, ad oggi, pare la scelta economicamente più saggia ed oculata. Ha ragione Fumagalli, gli indici sono segnali, non sentenze non siamo al “dura lex sed lex” ed a eventuali presuntive irregolarità, nessun accertamento ma solo chiarimenti e spiegazioni. GLI STUDI DI SETTORE Malgrado l'impegno assunto dal Ministero nel Protocollo del dicembre scorso gli Studi di settore vengono concretamente utilizzati dalla Amministrazione come strumenti rigidi di determinazione dei ricavi che nei casi di scostamento dagli indici di congruità e di coerenza portano ad accertamenti automatici con rideterminazione al rialzo dei ricavi.